La Torre Guinigi ed il suo giardino pensile


La Torre Guinigi ed il suo giardino pensile

Oltrepassando le mura di Lucca ed infilandosi fra i suoi vicoli, spiccano i campanili e le torri a risvegliare una meraviglia negli occhi e nel cuore di chi le osserva.

Su tutte le torri, una spicca per la sua bellezza e perché manifesta un’autorità e un orgoglio che le appartengono da sempre: la Torre Guinigi. Il nome è legato all’omonima famiglia Guinigi, ricchissima e potente nel mercanteggiare, estintasi a metà del secolo scorso. La Torre Guinigi, di epoca medievale, è un esempio di architettura romanico-gotica lucchese, edificata in pietra e mattoni fra via Sant’Andrea e via delle Chiavi d’Oro: è costruita in cotto e ornata di trifore, quadriforme, stemmi, cornici e targhe.

La Torre Guinigi è una delle poche rimaste in piedi delle oltre 250 che proteggevano la città; alta più di 44 metri, si distingue per i lecci secolari cresciuti sulla cima, che d’estate offrono conforto e riparo ai visitatori che si avventurano lungo i 250 scalini che li trasportano lassù, dove domina una vista unica, mozzafiato sulla città, sulle Alpi Apuane, l’Appennino ed il monte Pisano.

La torre Guinigi fra storia e leggenda

La storia racconta che i Guinigi, divenuti padroni della città, vollero abbellire le loro case con una torre alberata, che divenne simbolo della rinascita e della loro signoria.

A rendere unica questa torre la sua storia, avvolta da miti e racconti leggendari. I coniugi Paolo Guinigi e Ilaria del Carretto hanno una triste storia: lei morì dopo aver dato alla luce la sua secondo genita e si narra che il suo spirito, assieme a quello del cane che giace ai suoi piedi nella celebre opera di Jacopo della Quercia, attenda di ricongiungersi a quello del marito.

I lecci che si trovano in cima alla Torre raccontano anch’essi la loro “leggenda”: l’albero più alto fu piantato da Paolo Guinigi. Quando fu catturato da Francesco Sforza e poi imprigionato nel castello, si narra che la sua morte fu preannunciata dall’albero stesso, che perse tutte le foglie.



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