La Chiesa di San Michele in Foro a Lucca
fra misteri e leggende che si perdono nella notte dei tempi
La struttura
Lucca, città ricca di curiosità ed sperimentazioni architettoniche, mostra una sintesi di tutto ciò nella chiesa di San Michele in Foro; pianta a croce latina, con una facciata “a vela” decorata con intarsi e sculture, ornata con quattro ordini di logge. Sulla sommità, si staglia una statua, alta ben 4 metri, in marmo, con ali a lamine metalliche dell’Arcangelo Michele che sconfigge il drago.
L’evoluzione della facciata si è prolungata dal 1200 fino a dopo l’Unità d’Italia, quando furono inseriti i volti di alcuni noti personaggi (Garibaldi, Pio IX, Dante, Cavour, giusto per citarne alcuni) all’interno della complessa iconografia tardo-medievale composta di santi, martiri, piante, animali e non solo; creature mitologiche, simboli cristiani ed esoterici. Non mancano infine scene di vita quotidiana e suggestioni di viaggi per mare nel lontano Oriente, presenti soprattutto lungo la facciata prospiciente l’antico mercato.
Il verticalismo della facciata ne viene ancor più esaltato dalla statua di San Michele che uccide il drago: è la figura esaltata dalla grande statua collocata sulla cuspide del timpano. Quattro loggiati si sovrappongono su un primo ordine di arcate “cieche”.
Il campanile invece pare molto meno sviluppato rispetto alla facciata; una leggenda narra che un Doge pisano volle lo smantellamento e l’abbassamento della prima cella campanaria: il rumore delle campane a quell’altezza si dice lo sentissero fino a Pisa, e questa fu considerata un’inaccettabile prepotenza!
Austerità romanica invece per l’interno della chiesa: spazi misurati, cromatismi completamente diversi rispetto all’esterno, caratterizzano un ambiente con scarsa illuminazione naturale.
La “misteriosa” leggenda
Ma qual è la leggenda che la riguarda? Il Mistero racconta del “tesoro di San Michele”: i lucchesi dicono che è possibile vedere in cima alla statua uno “scintillio” in giornate particolarmente ricche di luce. Si narra, fin dai tempi antichi, che uno smeraldo sia incastonato nella statua: un anello in oro giallo 18 carati con ametista, topazio azzurro, topazio citrino e diamanti a taglio brillante.
La ricerca della pietra preziosa è diventata una delle principali attrazioni della Piazza di San Michele. Lucchesi e turisti si cimentano nella caccia al tesoro e tutti esprimono un desiderio.
La leggenda narra che per poter cogliere tutte le sfumature del tesoro di San Michele bisogna osservare la chiesa da 12 punti. Completato il percorso di osservazione le varie leggende definiscono questo momento come la conquista del lasciapassare per il Paradiso.
Molti degli osservatori hanno identificato tra via San Paolino e via Vittorio Veneto, il miglior punto di osservazione per poter scorgere la luce dello smeraldo!

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